ANDREA FERRI


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L’associazione Andrea Ferri è nata nel febbraio del 2015 per iniziativa di un gruppo di familiari e di amici e colleghi di Andrea, giornalista scomparso il 12 agosto 2014 in seguito ad una malattia che aveva scoperto quasi quattro anni prima in seguito ad un controllo quasi di routine.  L’Associazione Andrea Ferri è senza fini di lucro e senza partita iva; lo scopo è raccogliere fondi da privati, enti, aziende o altro e devolverli in beneficenza ad associazioni, enti o organizzazioni considerati dall’Associazione stessa meritevoli, tutto questo nel nome di Andrea, in modo da tenerne viva la memoria presso chi aveva avuto la fortuna di conoscerlo, oppure di farlo apprezzare a chi non l’aveva conosciuto. L’Associazione Andrea Ferri è formata da dei soci effettivi che si riuniscono periodicamente secondo lo statuto e che prendono le decisioni circa le attività da svolgere o le cause da sostenere o qualsiasi altra cosa riguardante la vita dell’associazione. Ci sono poi i soci sostenitori che rinnovano la loro iscrizione annualmente e che sostengono con una piccola quota annuale le attività intraprese.

PICT0543Andrea nasce a Santa Maria Nuova l’11 luglio 1962, è sempre vissuto a Santa Maria Nuova, prima con i suoi genitori e poi con la moglie Margherita, da cui ha avuto i figli Silvia, nata nel 1993 e Alessandro nato nel 2005. Dopo essersi diplomato al nel 1981 Andrea ha cominciato a frequentare la facoltà di Giurisprudenza a Macerata, per poi dedicarsi anima e corpo alla sua passione: il giornalismo. Diventato all’inizio degli anni ’80 corrispondente da Santa Maria Nuova prima per lo sport e poi per i fatti di cronaca, per il Corriere Adriatico, già nel 1987 entrava in redazione, prima a Jesi e poi ad Ancona, chiamato dai responsabili delle pagine locali che ne avevano subito apprezzato la competenza, la disponibilità, la volontà di darsi con entusiasmo ad una vera e propria missione, come poteva essere il giornalismo dell’epoca.

Nel 1989 Andrea Ferri veniva assunto come praticante giornalista e nel 1992 superava l’esame da professionista cominciando a lavorare come redattore nella redazione di Jesi e alternativamente in quella di Ancona, distinguendosi sia nella cronaca locale che nella redazione interni esteri e poi trovando la sua definitiva collocazione nel settore della politica regionale, in cui si affermava definitivamente conquistando la fiducia dei colleghi e degli addetti ai lavori e la stima dei colleghi delle altre testate. Come redattore delle pagine regionali Andrea continuava la sua carriera vendendo promosso prima caposervizio e poi vice caporedattore, acquisendo incarichi di grande responsabilità, senza mai rinunciare anche soltanto ad una parte della grande carica umana che chi lo ha conosciuto ha sempre amato al pari della sua dedizione, della sua competenza e della sua lucidità nell’affrontare anche situazioni delicate.
Agli inizi degli anni 2000 Andrea Ferri è dunque uno dei cardini del Corriere Adriatico, arrivato a picchi di vendita mai più raggiunti né prima né dopo quel periodo, ma verso la fine del 2003 esigenze di servizio lo portano a guidare la redazione sportiva, abbandonando il settore della Regione, che lo aveva consacrato e in cui lasciava un bel pezzo di cuore, ma nel frattempo abbracciando quell’altra sua passione che lo aveva sempre accompagnato, lo sport. Una passione con cui, in fondo, aveva cominciato la sua avventura giornalistica, ormai 20 anni prima.
A capo della redazione sportiva Andrea si è quindi trovato a vivere, come in trincea, un periodo di inesorabile declino del Corriere Adriatico e di tutto il giornalismo della carta stampata, ormai messo alle corda dall’avanzata di internet e delle nuove tecnologie. Nonostante questo periodo di difficoltà Andrea ha continuato a lottare per il “suo” giornale e per la “sua” professione di giornalista abituato a dare un servizio onesto e completo ai lettori, che come ogni buon giornalista considerava da sempre i suoi primi datori di lavoro.

Così come nel settore Regione anche allo sport Andrea Ferri si è fatto apprezzare da colleghi e da chiunque altro lo abbia conosciuto, spesso solo per telefono, vista la sempre maggiore difficoltà dei giornalisti ad allontanarsi dal desk, a causa dell’aumento dei carichi di lavoro e, nel suo caso, delle responsabilità organizzative. Prova ne è stata il minuto di silenzio decretato in memoria di Andrea il giorno del derby di Coppa Italia tra Ascoli ed Ancona il 23 agosto 2014 a testimonianza di un’equidistanza non certo facile da riscontrare nel mondo de calcio suggellata dalle parole del presidente delle lega regionale marchigiana gioco calcio Cellini che ne ha ricordato l’egregia ponderatezza e specificando che Andrea ha contribuito a diffondere un’immagine del calcio e dello sport in maniera sobria elegante ed appassionata, come non ricordare i suoi editoriali del lunedì a commento degli avvenimenti sportivi nazionali e regionali, sciapò.

Nell’ottobre 2010, preoccupato da alcuni lievi sintomi e soprattutto da una grave malattia del padre, per la verità ancora senza una diagnosi precisa, Andrea si sottoponeva ad una gastroscopia, che evidenziava l’esistenza di un aggressivo tumore allo stomaco in fase avanzata. I medici dell’ospedale di Jesi, con in prima fila il dottor Francesco Falzetti,coadiuvati dall’oncologo Cascinu dell’ospedale di Torrette, luminare a livello europeo in questi tipi di tumore, lo sottoponevano ad una delicata operazione chirurgica all’inizio di novembre, a cui facevano seguito una faticosa convalescenza, contrassegnata anche dalla morte del padre, alla vigilia di Natale del 2010.

Veniva quindi sottoposto a un massiccio ciclo di chemioterapia e radioterapia cui però Andrea, aiutato dalla sua famiglia, reagiva bene, riuscendo così a tornare clinicamente guarito al suo posto di lavoro. Per circa 15 mesi la malattia sembrava essersi rassegnata alla sconfitta, poi, dal gennaio 2013 i valori di alcuni esami (a cui Andrea doveva sottoporsi con periodicita’ assillante) cominciavano a dare di nuovo esiti preoccupanti. La famiglia Ferri cominciava così una corsa al consulto medico che pero’ non dava immediatamente risposte certe, così Andrea si dibatteva tra le esigenze di un posto di lavoro che lo assorbiva sempre più ma a cui non voleva rinunciare e la ricerca di una malattia che pero’ si stava sviluppando in modo talmente subdolo da sfuggire a tutti i metodi di indagine. Infine, nel settembre 2013, pur avendo ancora la possibilita’ di richiedere periodi di malattia, Andrea decideva di licenziarsi i interrompendo così un rapporto con il Corriere Adriatico che durava ormai da 30 anni, per dedicarsi solo alla lotta contro un nemico non ancora conclamato, ma che sembrava di nuovo profilarsi dentro di lui. Nel novembre 2013 arrivava purtroppo la certezza che la malattia si era di nuovo manifestata, e si era sviluppata in maniera così strisciante da non poter ormai più essere contrastata. Non sapremo mai se Andrea capì già in quel momento che il suo destino era segnato, ma di sicuro per amore della sua famiglia si sottopose di buon grado ad un vero e proprio calvario in cui le mazzate della malattia si sommavano ai disagi crescenti e alle privazioni che il suo fisico doveva sopportare e alla durezza delle cure e di tre operazioni chirurgiche a cui si sottoponeva prima a Jesi e poi a Siena dal professor Franco Roviello a cui va un ringraziamento particolare. Dopo una resistenza che definire stoica è un semplice eufemismo, la notte del 12 agosto 2014 Andrea concludeva la sua vita terrena in una stanza dell’ospedale di Jesi, con accanto i suoi cari. Per chi gli è stato vicino è difficile dire come abbia fatto a resistere così a lungo, ma di sicuro la risposta è nei volti dei suoi figli e di sua moglie, nonché’ di suo fratello, sua madre e suo zio Federico che non l’hanno mai lasciato nemmeno per un secondo. Andrea ci manca, ci manca la sua voglia di vita, il suo rispetto per la vita, la sua allegria, la sua risata contagiosa, il suo ottimismo, la sua bontà, il suo infinito altruismo. Andrea era una persona ricca dove ricca non stà per ricchezza materiale ma stà per cultura polivalente e competente, qualità che Andrea donava gratuitamente e di cui beneficiavano ogni giorno tutte le persone che interagivano con lui. Ora l’Associazione Andrea Ferri si propone di perpetuare la sua memoria tenendo un punto di contatto che possa rimanere per sempre e per esprimergli nel tempo il proprio grazie infinito.